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Perché Hawiyya

Hawiyya-Identità è una contraddizione.
Nasce per affermare ciò che idealmente combatte.
Afferma un identità negata: l’identità palestinese.
Combatte un mondo che separa per appartenenze: per identità.
Un mondo che albeggiava al ‘900 sostenendosi come luogo delle differenze che vogliono riconoscersi complementari per, finalmente, conoscersi.
Mondo che albeggia il terzo millennio confermandosi luogo di uguaglianze inesistenti, perché uguali solo al se stesso che si vuole preservare intatto rispetto al nuovo, all’altro, al diverso: luogo di scontro, quindi, in cui quanto di più incivile c’è in noi cerca, trovandolo, l’incivile nell’altro.
Simile al simile.

Hawiyya nacque per restituire corporeità alla gente di Palestina, gente che negli ultimi 40 anni è stata nascosta da metafore, simboli, bandiere, kefie: manifestazioni, slogan, appartenenze parti-tiche.
Gente che quindi diviene metafora, simbolo, bandiera, kefia … e non si piange per una metafora.
50 anni di cultura di massa ci hanno educato a piangere per corporeità virtuali, “reality”: reality quanto le nostre relazioni con gli altri … compreso lo show che è diventata la nostra socialità. Cinquant’anni di eroici celluloidi che in un solo film eliminano trentine di nemici senza volto e senza anima: senza storia, spessore, corporeità: metafore, cioè.
I palestinesi, più di altri, sono i bersagli di un killer che non deve avvicinarsi per rimanere freddo e lucido: uccidendo una metafora lo si può, guardando gli occhi di una persona sarebbe assai più difficile.

Ecco infine il perché di Hawiyya: avvicinare Palestina agli occhi degli italiani: costringerli – costringendoci – a vedere le storie, i sorrisi, le stupidaggini, le paure, gli odi, la bellezza della gente di Palestina.
Per (far) vedere il re nudo dobbiamo spogliarci per primi.

De-mitizzare, de-politicizzare, de-sbandierare: rinunciare ai propri ideologismi per finalmente vedere, mostrare, parlare di persone.
Spazzar via linguaggi fatti per allontanare, per distinguersi, per affermarsi: in-formare per avvicinare tutti coloro che ancora non guardano a Palestina perché è bandiera, è politica, è religione: è metafora!

Ma informare significa in primis informarsi: o meglio, formarsi per aprirsi, elaborare, confrontare, avendo un unico reale scopo e cioè ripulire da ogni retorica eventi che attengono all’umano, al rispetto, al riconoscimento: all’imparare a sentirsi “straniero in casa propria” per essere ovunque a casa propria.
Significa lottare senza appartenere.

Hawiyya non lotta per la Palestina: lotta per la dignità offesa.
Hawiyya non combatte Israele: combatte il diritto per appartenenza.

NB – in alcuni antichi, saggi popoli cornuto era chi tradiva non chi subiva il tradimento: la dignità la perde chi opprime, mai chi è oppresso.

segue in: COSA È HAWIYYA

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